lunedì 12 maggio 2014

Suja ringrazia...


 Bede Sujaharan Keethapongalan


Suja e Amal col p. Generale

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore,
per la tua fedeltà e la tua misericordia (Salmo 138)

Quando io penso alla mia vita e alla vocazione, la prima cosa che viene in mente è un senso di gratitudine a Dio, nostro maestro, chi mi ha guidato attraverso vari avvenimenti e persone.
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Durante la celebrazione, lo zio Oblato dietro a Suja

Sono Bede Sujaharan Keethapongalan, sono nato in un villaggio cattolico nel distretto amministrativo di Jaffna, Sri Lanka come il quarto figlio tra i 5 ragazzi. La comunità cattolica, che è stata probabilmente fondata dai missionari oratoriani, ha avuto il privilegio di avere i primi Missionari Oblati chi sono arrivati nello Sri Lanka nel 1847.  
Quindi, praticamente sono cresciuto in una lunga tradizione missionaria oblata. Quando avevo appena cinque anni ho avuto l'opportunità di vivere i momenti forti dell’ordinazione di mio zio nel 1992 e questo ha instillato in me il desiderio di diventare sacerdote. Proprio in quel giorno della sua ordinazione, ricordo di lui che indossava la croce, e senza dubbio sono stato attratto da esso. Purtroppo nello stesso anno ho dovuto fuggire dalla mia città natale a causa della guerra civile, e non avevo mai ritornato a vivere lì. Io credo che la storia della mia vocazione comincia lì, in quel piccolo villaggio nel 1992. Ho dovuto passare mia infanzia tra la mia famiglia e la famiglia di mio pro-zio e, a volte con p. Reginold per la sicurezza, l'educazione e, soprattutto, per avere una vita migliore. Durante i lunghi anni di guerra civile, ho assistito a tutti gli effetti di ciò che porta con se una guerra. Ho continuato di spostarmi d'un luogo ad un altro e ho studiato in più di otto scuole. Sono grato alla formazione delle suore della Santa Famiglia (di Bordeaux), che hanno fatto parte della mia vita fino a quando sono entrato in seminario.


Consegna della croce oblata

Quando avevo 13 anni sono andato a vivere con i miei pro-zii in un'altra città. Hanno giocato un ruolo fondamentale nel promuovere la mia vocazione e nutrire la mia vita spirituale. Ma purtroppo sono stato colpito da “anemia” e ho sofferto troppo. Poi sono andato a vivere con p. Reginold e lì ho frequentato un’ospedale e sono stato guarito. Quando stavo con mio zio (Oblato) ho avuto la possibilità di leggere la biografia completa del nostro fondatore scritta da p. Selvam, uno scrittore Oblato. Mentre leggevo la biografia ho notato molte somiglianze tra la vita del fondatore e la mia vita.
Ho deciso di entrare nel seminario e nel 2002, quando avevo quindici anni, mi sono iscritto al Seminario minore degli Oblati a Jaffna. La mia vita nel juniorato stata una bella esperienza. Ma anche lì sono stato colpito di nuovo dalla stessa malattia ma con l'aiuto dei miei formatori e in particolare p. Edwin ho superato la malattia e sono ritornato alla vita normale. Sempre nel 2004 ho assistito alla sofferenza inflitta dallo Tsunami che distrusse completamente la mia città. Sono scappato miracolosamente.
Dodici anni della mia vita nelle case di formazione, a poco a poco mi ha dato lo zelo di ampliare i miei orizzonti e di vedere la Chiesa universale. Le mie esperienze al noviziato e allo scolasticato, sopratutto in una comunità multi culturale, mi ha dato la possibilità di aprirmi ad altre realtà. Soprattutto sono grato ai miei formatori e superiori che mi hanno scelto per venire a Roma per proseguire la mia formazione. È un'opportunità di arricchimento per essere all'ombra della Chiesa e della Congregazione.
Questi eventi della mia vita mi hanno chiaramente mostrato il disegno che Dio aveva preparato per me. Personalmente mi commuove la costituzione n.5 della nostra Regola di vita: "La nostra missione è quella di andare prima di tutto verso colore la cui condizione richiede a gran voce la speranza e la salvezza che solo Cristo può dare pienamente. Sono i poveri dai molteplici volti: noi diamo loro la preferenza". Le mie esperienze in diversi paesi e centri pastorali mi hanno messo in evidenza il valore del carisma oblato e la necessità di vivere pienamente questo carisma di San Eugenio de Mazenod.
Durante tutti questi anni uno dei miei punti forti sono miei genitori. Mia madre , una laica consacrata della Santa Famiglia è stata un forte sostegno per me. Nella sua prima lettera che mi scrisse quando sono entrato nel Juniorato, mi scrisse così  “Carissimo figlio hai passato solo un messe della tua oblazione. Ma per compiere questa Oblazione ci sara un lungo cammino.  Quindi figlio mio, prega ardentemente, per raggiungere il tuo obiettivo e affrontare tutte le sfide. Noi non ti lasciamo solo. Stiamo pregando con te. Non perdere il tuo cuore e non ti stanchi mai. Dio ti accompagna sempreEd ora mi sento che queste parole di mia madre si sono avverate dopo dodici anni.
Con stesso senso di gratitudine, io ringrazio Dio per tutti i momenti di felicità anche di tristezza nei quali mi ha fatto vedere la realtà di questo mondo.

Infine vi chiedo la vostra preghiera, in modo che io possa tendere verso la perfezione verso la santità.

Due tamil felici del suo per tutta la vita

I neo professi nel giardino con p. Generale...

...e con tanti amici dello Sri Lanka! presenti (e non sono tutti nella foto...)







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